Il Calore
E’ forse la principale proprietà fisica impiegata nelle terapie con
acque minerali. Infatti i termini "termico e termale" derivano entrambi
dal greco "Thermè" che significa calore; inoltre sono spesso utilizzati
come sinonimi.
Le metodiche con le quali viene più frequentemente
applicato il calore emesso dal mezzo idrominerale sono: peloidoterapia,
balneoterapia (di qualsiasi tipo, dal bagno in vasca singola alla
riabilitazione in acqua), inalazione caldo-umida, idropinoterapia(molte
acque vengono assunte previo riscaldamento), irrigazioni.
Le azioni terapeutiche per le quali il calore più frequentemente viene utilizzato sono:
- aumento dell’estensibilità dei tessuti
- riduzione della rigidità articolare
- effetto analgesico
- riduzione dello spasmo muscolare
- aumento del flusso di sangue
- riduzione degli infiltrati infiammatori, dell’edema e degli essudati
Il
calore è in grado di modificare le proprietà fisiche dei tessuti
fibrosi sia delle strutture tendinee e capsulo-legamentose delle
cicatrici. Dopo riscaldamento questi tessuti cedono maggiormente allo
stiramento, contrastando i processi di anchilosi e di retrazione
fibrotica.
Riduzione dello spasmo muscolare
Si ritiene che
l’attività miorilassante si verifichi attraverso due livelli di
intervento: il primo sui fusi neuromuscolari che il calore rende meno
sensibili allo stiramento; ne consegue una riduzione dell’attività
delle fibre gamma con rilasciamento muscolare. Il secondo per via
riflessa, attraverso lo stimolo dei termorecettori cutanei, che
implicherebbe l’intervento di un controllo centrale sullo stesso
meccanismo.
Aumento del flusso di sangue
La dilatazione arteriolare e capillare causa una iperemia attiva generata da meccanismi sia diretti che riflessi.
Riduzione degli infiltrati infiammatori, dell’edema e degli essudati
Numerose
sono inoltre le azioni sul metabolismo e sulla fisiologia cellulare. Il
metabolismo tissutale aumenta e si assiste a cambiamenti delle reazioni
enzimatiche.
Il riscaldamento può inoltre, a breve termine, provocare una risposta infiammatoria.
Tuttavia
il calore termale viene anche utilizzato per le proprietà
antiinfiammatorie sulle flogosi croniche e subacute e per prevenire gli
episodi acuti dei processi patologici recidivanti.
Termoregolazione
Per
una migliore comprensione dell’argomento non dobbiamo dimenticare gli
adattamenti dell’organismo al fine di mantenere costante la temperatura
corporea. L’uomo possiede i meccanismi necessari a far fronte a
condizioni termiche ambientali diverse. La dispersione del calore
prodotto dal metabolismo e dalla attività muscolare viene favorita dal
freddo ed ostacolata dal caldo. Il riscaldamento dell’organismo
comporta un ulteriore apporto di calore ed un ostacolo alla sua
dispersione.
La risposta dell’organismo alla somministrazione di
calore segue per linee generali questo schema: la stimolazione termica
della cute e dei termorecettori manda impulsi ai centri termoregolatori
del sistema nervoso centrale dai quali, secondo necessità, vengono
inviati impulsi efferenti al sistema vasale, alle ghiandole sudoripare,
ai muscoli.
Possiamo così riassumere la risposta termoregolatrice all’eccesso di calore:
- controllo nervoso
- vasodilatazione cutanea
- diaforesi (sudorazione)
- iperventilazione.
L’apparato
cardiocircolatorio risponde a diversi livelli secondo l’estensione
della superficie corporea esposta al calore. L’applicazione locale
comporta vasodilatazione delle arteriole con aumento della pressione
capillare e della velocità di circolo; il calore immagazzinato dal
sangue si disperde poi nell’organismo.
L’esposizione al calore generalizzato comporta vasodilatazione ed aumento della attività cardiaca.
La
sudorazione è uno dei meccanismi più evidenti ed efficaci per
disperdere calore: l’evaporazione richiede energia calorica cutanea che
viene così sottratta all’organismo. L’evaporazione del sudore è
inversamente proporzionale al grado di umidità dell’ambiente: più
l’umidità relativa sarà alta e più sudore sarà prodotto e, trovando
difficoltà ad evaporare, si raccoglierà sulla cute.
L’iperventilazione
polmonare rappresenta un valido metodo per disperdere calore sia per il
riscaldamento dell’aria espirata che per l’eliminazione del vapore
acqueo. Vi è anche un effetto sulla muscolatura e sulla mucosa
bronchiale. Il calore applicato sul torace o direttamente sulle mucose
tramite inalazione di aria o di particelle d’acqua calda induce aumento
e fluidificazione delle secrezioni e riduzione del tono della
muscolatura liscia.
Il calore inoltre, accelerando i processi
enzimatici biologici cellulari, sembra in grado di esaltare i
meccanismi riparativi e le capacità organiche di difesa.
E’ utile ribadire che la termoterapia esogena (quale è quella termale) agisce principalmente con meccanismo riflesso.
Il calore termale
Dopo
aver analizzato i meccanismi della termoregolazione, con i quali
l’organismo risponde allo stimolo calorico, e gli effetti
terapeuticamente utili della termoterapia esclusivamente considerata
come metodica fisica, trattiamo delle azioni biologiche del calore
erogato tramite il mezzo termale.
Tutto quanto affermato
precedentemente è valido anche per la termoterapia termale, tuttavia
gli studi in questo campo hanno evidenziato alcune peculiarità.
il mezzo termale possiede anche proprietà farmacologiche specifiche legate alla struttura chimica;
le metodiche termali sono peculiari per tecnica e materiali impiegati e non sono assimilabili ad altre.
La
trasmissione di calore da un fango alla superficie corporea avviene con
modalità ben diverse da paraffinoterapia, terapie radianti,
elettroterapia, etc.
In primo luogo il fango è un mezzo caldo-umido
che aderisce alla cute tramite un sottile strato di acqua. La
componente solida possiede caratteristiche fisiche e chimiche che
rendono peculiare l’aderenza, l’immagazzinamento del calore, la perdita
dello stesso e la sua cessione all’organismo.
Il fisiologo canadese
Hans Selye negli anni 50, infrangendo i pregiudizi della medicina
ufficiale del tempo, introdusse l’idea psicologica di stress: una
risposta difensiva non specifica dell’organismo ad una vasta gamma di
agenti nocivi che chiamò "sindrome generale di adattamento". Questa
reazione consiste in uno sforzo dell’organismo per mantenere il proprio
equilibrio alterato da fattori in grado di provocare stress fisico o
mentale.
Il termine stress indica comunque una normale reazione di
risposta dell’organismo a stimoli ambientali senza la quale verrebbe a
mancare un fondamentale meccanismo di adattamento dell’uomo
all’ambiente.
E’ indubbio che le cure termali comportano per
l’organismo una, spesso brusca, variazione dell’ambiente interno
(crenoterapia interna) o esterno (crenoterapia esterna) configurandosi
come agenti di stress fisico. L’organismo risponde mettendo in moto una
serie di meccanismi al fine di adattarsi alla situazione: viene in
sintesi stimolato a reagire. E’ proprio in queste modalità di reazione
che potrebbero essere presenti le basi biologiche dei meccanismi
d’azione, soprattutto aspecifici, delle cure termali.
Sono stati evidenziati come risposta alle cure termali meccanismi di risposta ormonali, nervosi, umorali, immunitari, etc.
Riguardo
l’attività antiinfiammatoria la crenoterapia si comporta in modo che
potrebbe sembrare contraddittorio. Numerose prove sperimentali hanno
evidenziato, attraverso l’analisi di diversi indici, l’azione
proflogistica iniziale di numerose terapie termali. Questo è stato
confermato da evidenze cliniche. Alla fine dei cicli terapeutici e nei
6-10 mesi seguenti prevale invece in modo preponderante l’effetto
antiinfiammatorio.
Riassumendo possiamo affermare che la termoterapia termale viene utilizzata soprattutto per gli effetti:
- antiinfiammatorio
- analgesico
- decontratturante
- trofico.