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L'Argilla

L’argilla proviene dai lenti processi erosivi naturali di rocce granitiche, è costituita in prevalenza da silicati di alluminio. L’argilla filtra in maniera perfetta le impurità. Scopri altre informazioni sull'Argilla continuando a leggere l'articolo. .
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L'Argilla

Argilla, Terra che da Vita.
Ricerca a cura di Nunzio Barone

Quanto proposto è ad esclusivo scopo informativo e non sostituisce il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.

Presentazione

Allora il Signore Iddio formò l’uomo dalla polvere della Terra e alitò nelle sue narici lo Spirito della vita e l’uomo divenne persona vivente (Genesi 2, 7).
L’uomo biblicamente plasmato con l’argilla, proprio nell’umile argilla, ben presto ne scoprì le proprietà terapeutiche, probabilmente dopo avere osservato che gli animali feriti o malati si rotolavano nel fango e se ne spalmavano il corpo conseguendo la guarigione.
Ricerche condotte dalla NASA hanno dimostrato che i minerali argillosi hanno la capacità di concentrare l’energia attirando gli elettroni liberi, per poi sprigionarla in forme tali da consentire l’aggregazione delle prime complesse sequenze di molecole organiche che successivamente, sempre per mezzo dell’argilla, si sarebbero replicate in strutture identiche e ordinate, sino alla costituzione delle prime catene di DNA, un acido presente nel nucleo cellulare.

Infatti secondo una teoria formulata negli anni ottanta da uno chimico scozzese A. G: Cairns Smith, la scintilla della vita sarebbe scaturita da una serie di complicate reazioni biochimiche avvenute in seno alle masse argillose. Antiche testimonianze su tale panacea ci vengono riferite da Galeno, Plinio il Vecchio nella sua "Storia naturale" descrive minuziosamente come veniva impiegata e Dioscoride che cita l’argilla nel suo trattato "Della materia medica", in particolare, ne sottolinea le caratteristiche e le proprietà astringenti, cicatrizzanti, antinfiammatorie, emostatiche, disintossicanti e non trascura di citarne anche le benefiche applicazioni cosmetologiche.

Fu l’Egitto la culla dell’argilla. Come ci tramandano i papiri, i medici dei Faraoni utilizzavano l’ocra gialla, terra argillosa mescolata con ossido di ferro. Anche gli imbalsamatori ne utilizzavano le proprietà purificatrici ed antisettiche per l’ingrato lavoro che svolgevano.

Nell’antica Roma l’argilla era molto conosciuta e ampiamente utilizzata contro molteplici affezioni. Nel Medio Evo il medico e filosofo persiano Usain Ibn Sina Avicenna, nella sua opera "Canone della Medicina" con grande sapienza di particolari descrive l’utilizzo dell’argilla. Marco Polo ne parla nei suoi appunti di viaggio in terre lontane così come altri etnologi per l’uso delle genti di mangiare la terra in Asia e in Africa come nelle Americhe Con la fine del Medio Evo e l’inizio del Rinascimento, periodo ostile a tutti i rimedi naturali e con l’Illuminismo che rifiutava tutto ciò che non soddisfaceva i lumi della ragione, il retaggio sull’uso dell’argilla rimase prerogativa di pochi testardi eremiti.

L’abate Kneipp, alla fine dell’ottocento, difese con tenacia l’utilizzo dell’argilla per scopi terapeutici e ottenne notevoli successi nella cura dell’afta epizootica; dopo i successi ottenuti sugli animali, Kneipp cominciò ad impiegare l’argilla per curare le persone. Gradualmente l’uso terapeutico dell’argilla è ritornato in auge in tutto il mondo. La terra dalla quale proveniamo, alla quale ritorneremo.

La terra dalla quale nasce tutto quello che vive e a cui ritorna tutto quello che muore alla vita terrena. La terra che riceve la morte e da la vita. Con il sole, l’aria, l’acqua, l’argilla terra di vita, capta i principi vitali eterei del nostro grande Creatore, costituendo così il più potente agente di rigenerazione fisica e spirituale. Nell’argilla si riscontra similitudine d’azione con alcune medicine, gli antisettici in particolare; questa somiglianza è solo apparente perché c’è una differenza fondamentale fra l’azione dell’argilla e quella degli antisettici chimici.

Qualunque prodotto chimico è una forza morta che agisce alla cieca, distruggendo il buono e il cattivo, il sano e il malsano, l’utile e il nocivo. I germi pericolosi sono forse annientati, ma gli elementi rigeneratori non vengono risparmiati e i tessuti delle piaghe trattate si ricostituiscono a un ritmo più lento di quelle non trattate. Con l’argilla il processo è completamente differente perché si tratta di una sostanza viva, provvista di una infallibile intelligenza datale dalla natura che rispetta il bene e ravvede il male con Amore, dolcemente ma con fermezza.

Una piaga purulenta trattata con l’argilla guarisce ad una velocità sorprendente e inoltre l’argilla agisce laddove ce n’è bisogno. Utilizzata per cure interne, ossia per via orale, rettale, vaginale, l’argilla si dirige verso il focolaio dove deve agire fino a fare espellere pus, umori venefici, sangue intossicato.

Nel periodo del boom dei farmaci sintetici, l’argilla fu ingiustamente trascurata ma oggi ha recuperato l’importante ruolo che riveste realmente nella cura di molte patologie, suffragata da studi, da dati clinici ed osservazioni scientifiche che l’hanno riportata in auge, facendo adesso bella mostra negli scaffali di tutte le erboristerie e farmacie, è indicata come la "Regina" dei rimedi naturali.

Da dove proviene l’argilla?

L’argilla proviene dai lenti processi erosivi naturali (acqua, vento, calore, gelo) di rocce granitiche e non si presenta mai allo stato puro ma mescolata a minerali, quali ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio ecc. che differenziano i vari tipi di argilla conferendole varie proprietà terapeutiche.

Come è costituita l’argilla?

è costituita in prevalenza da silicati di alluminio e non si presenta mai allo stato puro, bensì mescolata ad altri minerali (ferro, calcio, magnesio, sodio, potassio) che, pur essendo delle impurità, accentuano le proprietà terapeutiche, differenziando i vari tipi di argilla ed impartiscono colorazioni diverse: infatti si hanno argille bianche, bruno-rossicce e verde-grigiastro.

Analisi chimica dell’argilla

Silice 49,10% - Alluminio 16,60% - Ferro 5,65% - Calce 4,40% - Magnesio 4,24% - Ossidi alcalini 3,08% - Anidride tannica 0,74% - Umidità 7,40% - Perdite al fuoco 40,85%.
Risulta evidente che la considerevole percentuale di silice, la rende indispensabile per rivivificare i tessuti elastici dell’organismo e in particolare delle vene e arterie, in casi di reumatismi, artrosi, artriti, sclerosi, e accelera in modo eccellente la guarigione delle fratture. La silice è il cemento delle cellule perché nell’organismo umano viene direttamente trasformata in calcio. L’osso stesso è composto per 2/3 di silice. L’argilla si rivela quindi il rimedio ideale contro le malattie ossee perché produce anche dell’ossigeno che agisce come antibiotico naturale.

Radioattività

L’argilla possiede una forte concentrazione di radioattività che va da 0,3 a 1,25 di unità Mache; inoltre più rimane esposta al sole e più si carica di radioattività; ma al contrario di altri composti radioattivi, non distrugge le cellule ma le rigenera disintossicando il sangue e ristabilendo il giusto metabolismo, da rinnovato vigore all’organismo apportando salute.
L’argilla è una terra grassa quando è umida e sulla quale non crescono erbe e neanche si trovano vermi. Proprietà antibiotiche: mettere un cucchiaio di argilla finissima in un litro di latte appena munto; questo latte non si caglia e si sterilizza e si vitalizza in modo naturale. Il sapore dell’argilla non è affatto sgradevole, ha inoltre la capacità di rendere potabile l’acqua inquinata e di togliere all’acqua gli odori e i sapori chimici del cloro delle muffe ecc.

Potere assorbente

Bastano 5 grammi di argilla per decolorare completamente 10 centimetri cubi di una soluzione di acqua a 0,1% di blu di metilene; si può verificare la sua azione deodorante sia sul corpo che sulle cose. Le sue particelle sono talmente minuscole (1/200ø di millimetro) che può assorbire enormi quantità di veleno.

Quando in casa vi è un malato, è sufficiente mettere l’argilla sul fondo del vaso perché le sue evacuazioni siano senza odori; delle uova crude ricoperte di argilla, perdono tre volte di più di peso che se rimanessero esposte all’aria senza che il guscio ne venga in alcun modo intaccato.

Potere filtrante

L’argilla filtra in maniera perfetta le impurità e le altre sostanze che possono essere tossiche o suscettibili di trasmettere un sapore sgradevole agli alimenti. Quale argilla adoperare: è preferibile scegliere un’argilla grassa che non scricchioli sotto i denti, cioè esente da sabbia; è molto indicata l’argilla verde essiccata al sole ed esposta all’acqua piovana per lungo tempo e possibilmente proveniente dalla zona dove si vive , per essere compatibile con il nostro etere vitale che è permeato dall’ambiente che ci circonda, (in erboristeria).

I meccanismi di azione dell’argilla non sono ancora stati chiariti soprattutto a livello energetico, le sue proprietà terapeutiche che derivano dai minerali che la compongono, possono essere aumentati anche dalla granulometria (la macinazione molto fine ne aumenta l’efficacia), per facilitarne l’assorbimento interno ed esterno; dalla ventilazione che la carica di energia vitale, la cosiddetta dinamizzazione tanto decantata nell’omeopatia; dall’essiccazione al sole e all’aria che la arricchisce di energie biocosmiche. Per un misterioso meccanismo di osmosi, avverrà uno scambio di liquidi cellulari (spesso carichi di tossine idrosolubili) verso il rimedio di argilla e nello stesso tempo avviene uno scambio di ioni fra il nostro corpo e l’argilla, che cede una certa quantità dei suoi ioni minerali e ne assorbe altri dai tessuti malati.

L’argilla ha la naturale tendenza, per motivi inspiegabili ad attrarre in particolare le tossine, le scorie organiche e i microrganismi patogeni. Ciò spiega in parte , le proprietà disintossicanti, decongestionanti, assorbenti a livello gastrointestinale, rimineralizzanti, batteriostatiche e cicatrizzanti dell’argilla.

I 7 tipi di argilla

Da un punto di vista chimico esistono sette diversi tipi di argilla: illite, clorite, glauconite, caolinite, montmorillonite, attapulgite e sepiolite. Le lettiere per le cassettine dei gatti non sono altro che granuli di una particolare varietà di argilla, la sepiolite, dall’altissimo potere assorbente e deodorante.

Sintesi

L’argilla rinnova le cellule, apporta i sali minerali all’organismo, assorbe le tossine, calma l’acidità’, purifica il sangue, normalizzando il fattore PH, nutre. Attualmente il consumo di argilla per scopi terapeutici è elevato e la sua richiesta sempre in aumento, tanto che i medici naturalisti, i farmacisti, e, naturalmente i guaritori, pranoterapeuti, tutti coloro infine che credono nella natura, la prescrivo no e non esitano ad usarla su sé stessi e sugli altri, anche nei casi più disperati.

E' implicito che durante la cura con l’argilla non si deve assolutamente fare uso di alcun tipo di medicinali i quali richiederebbero alla terra un’attività’ supplementare per assorbire e smaltire altri veleni. Uso esterno dell’argilla: non si deve mai toccare l’argilla con un metallo che non sia inossidabile, nè con materiale plastico.

Curiosità

I vari tipi di argilla sono intensamente sfruttati a livello industriale per molteplici usi (produzione di ceramiche, porcellane, gres e refrattari; decolorazione degli oli; chiarificazione dei liquidi; fabbricazione di caucciù, cemento, vernici. Nelle industrie petrolifere per raffinare e depurare il petrolio.

Per evitare la formazione di sgradevoli odori in frigorifero, bisogna appoggiare sull’ultimo ripiano in basso una ciotola colma di argilla verde in polvere. In agricoltura gli innesti degli alberi si ricoprono con una pasta d’argilla per facilitare l’attecchimento. Il termine "caolino", deriva dalla località di Kao Ling, in Cina, dove si trovava il primo giacimento conosciuto di questa sostanza.

Per le mamme in attesa

Durante la gravidanza evitare assolutamente di mangiare carne e pesce, che intossicherebbero l’organismo, fare una dieta esclusivamente vegetariana, moderare anche il consumo di uova, dolci, cibi fritti e piccanti; eliminare il sale, gli alcolici, le sigarette, il caffè. Bere acqua con argilla, mescolando il residuo che si deposita nel fondo del bicchiere; fare la cura a settimane alterne (ottimo contro l’anemia).

Bere l’argilla e il succo di ortica favorisce enormemente la produzione di latte materno; abbinare pure un infuso a base di semi di finocchio e anice. Bambini: nel latte e nelle minestre un cucchiaio di argilla finemente macinata, apporterà tanta energia e sali minerali indispensabili per la formazione scheletrica del bambino; in caso di arrossamenti, usare al posto del talco, argilla in polvere, si avranno risultati miracolosi.
La diarrea, il gonfiore e l’infiammazione alle gengive saranno eliminati e la dentizione sarà facilitata se in tale periodo in particolare si metterà un cucchiaino di argilla la mattina e uno la sera nel biberon con il latte. L’argilla si può trovare in erboristeria si per uso interno che per uso esterno ed anche in pillole.

Uso interno


L’argilla perfettamente essiccata al sole, esente da impurità (erba, sassi, pagliuzze, vermi),), vergine, ossia non manipolata ma così come esce dalle cave, a piccoli blocchi, deve essere macinata finemente e conservata in barattoli di vetro con il tappo di sughero (per permettere la ventilazione), esponendola al sole e all’acqua piovana.
La sera mettere un cucchiaino da caffè di argilla in mezzo bicchiere d’acqua non bollita, il non plus ultra sarebbe l’acqua piovana o di sorgente; non lasciare mai il cucchiaio di metallo a contatto con l’argilla. La mattina, mescolare il residuo e bere a digiuno; eventualmente preparare subito l’altro composto da prendere la sera.

Se provoca stitichezza, diluirla con più acqua o fare seguire all’argilla una tazza colma di acqua calda che aiuterà il processo di disintossicazione ed eviterà l’inconveniente della occlusione intestinale, se la stitichezza persiste, fare preventivamente una cura di due giorni di totale dieta a base di vegetali crudi e succhi di frutta estratti con la centrifuga e consumati freschi e preferire i cibi integrali a quelli raffinati.

Durata della terapia

La prima cura con l’argilla dovrebbe essere effettuata per tre settimane mattina e sera, indi, dopo una pausa di una settimana, riprendere e proseguire per un mese, prendendola solamente la sera o la mattina, sempre alternando una settimana di cura e una di pausa fino a quando si ritiene che il processo di disintossicazione sia stato esaurito, per poi riprendere quando si ritiene opportuno, oppure prenderla in casi particolari che man mano possono capitare per cui necessiti l’intervento dell’argilla.

Poiché l’argilla arricchisce il sangue, infatti oltre che disintossicante, vanta anche proprietà antianemiche, è preferibile non prenderne troppa quando si soffre di ipertensione arteriosa; ne basta in questi casi un pizzico o due, diluita nell’acqua o, un cucchiaino una volta la settimana; oppure sotto stretto controllo medico effettuare la cura in modo normale.
Attenzione: non usare l’argilla per via orale nei seguenti casi: se si ha tendenza all’occlusione intestinale; se si ha tendenza allo strozzamento di un’ernia; se nei quindici giorni che precedono la cura è stato preso dell’olio di paraffina.
La geofagia, uso di mangiare la terra, esiste da sempre, essendo un bisogno istintivo, indice di mancanza di sali minerali indispensabili al nostro organismo, sia nell’uomo che nell’animale. Alcuni popoli indiani, cinesi, la utilizzano anche per calmare i morsi della fame.

Uso esterno

Per preparare l’argilla per uso esterno, occorre un recipiente di coccio o di vetro e una spatola di legno o di materiale inossidabile; impastare l’argilla con acqua piovana o di sorgente o in mancanza con l’acqua del rubinetto o nel caso in cui sia necessario con l’acqua del decotto di erbe che sinergizzano ed esaltano le virtù dell’argilla, (mai utilizzare acqua bollita), lasciare riposare per almeno un’ora. La pasta pronta si deve presentare liscia, omogenea, al punto giusto per non colare.

Ogni qualvolta sia possibile, esporre il recipiente al sole coprendolo con un velo per proteggere l’impasto dalle impurità atmosferiche ed aggiungere l’acqua necessaria per non fare essiccare il composto. L’argilla può essere utilizzata calda, tiepida o fredda. Naturalmente su un punto febbricitante, infiammato, congestionato o molto sensibile, l’argilla deve essere applicata fredda.
Qualche minuto dopo l’applicazione del cataplasma, questo deve risultare tiepido; se la sensazione di freddo dovesse persistere, non insistere con le applicazioni fredde, ma passare a quelle tiepide. Il cataplasma molto caldo, deve essere rinnovato dopo dieci minuti di applicazione. Tutte le azioni devono essere seguite dalle relative ed immediate reazioni. Se il cataplasma viene applicato su una parte infiammata, febbricitante o congestionata, deve rinfrescare, ma se applicato allo scopo di vitalizzare o tonificare, deve riscaldare.

Come scaldare l’argilla

Con il bagnomaria o con l’esposizione al sole o vicino ad una fonte di calore. Il cataplasma: su un pezzo di tela non colorato e di fibra naturale, con una spatola di legno o di metallo inossidabile, stendere uno strato uniforme d’argilla da " cm. Generalmente l’argilla si applica direttamente sulla pelle, ma se il cataplasma è destinato a una parte pelosa o difficilmente accessibile per una persona che si cura da sola od ogni qualvolta si riterrà opportuno, stendere una garza fra l’argilla e la pelle.

Dopo avere messo il cataplasma, ricoprire con un panno asciutto e poi fissare nel seguente modo: con un cerotto, se la parte si presta a un bendaggio o se si tratta di una piccola medicazione; con una fascia di lana se l’applicazione è sui reni, sul fegato, sul ventre o sui polmoni; con una fasciatura a forma di T se l’applicazione è perianale o rettale. Se il cataplasma è alla nuca, fare una fasciatura dalla nuca alla fronte. L’applicazione può essere tenuta da un’ora a tutta la notte, secondo i casi e la sopportabilità.

Per trattare una piaga purulenta, l’applicazione deve essere rinnovata ogni ora; terminato il periodo di suppurazione, la medicazione può essere tenuta anche per tre ore, prolungando i tempi di applicazione man mano che i tessuti cominciano a ricostituirsi.
Per il trattamento di organi profondi come il fegato, i reni, lo stomaco, ecc., il cataplasma deve essere lasciato da un minimo di due ore ad un massimo di quattro. Quando l’applicazione è effettuata su una parte febbricitante, bisogna interromperla prima che l’argilla diventi troppo calda, e se l’applicazione ha lo scopo di rivitalizzare, dunque di riscaldare, si deve togliere prima che l’argilla si raffreddi.

Dopo avere tolto il cataplasma, lavare con acqua fresca o tiepida, mai calda, senza usare sapone e soprattutto non usare alcool o profumi. Mai applicare l’argilla contemporaneamente su due organi importanti. Gettare l’argilla dopo l’uso perché carica di tossine e lavare accuratamente i panni utilizzati.

Attenzione

Quando un trattamento con l’argilla è iniziato, si devono evitare interruzioni perché essendo un composto attivo, la sua applicazione scatena dei fenomeni che si ripercuotono in tutto l’organismo. All’inizio della cura si può avere un aggravamento del male, solo apparente perché non è altro che la sintomatologia esteriore che il nostro organismo sta lavorando interiormente per rigettare all’esterno le sostanze tossiche accumulate.

Conclusione

Una dieta vegetariana, uso dell’argilla per via orale ed esterna secondo le necessità, una maggiore attenzione nella scelta dei cibi, contribuiranno a conquistare e mantenere la salute. Importante è amare la vita, gli altri e noi stessi. Bisogna prevenire e non curare.


INDICAZIONI VARIE

Maschera di bellezza. Prendere dell’argilla in polvere e farne una pasta con succo di carota fresco estratto con la centrifuga o mescolare l’argilla con il latte, succo di pomodoro, cetriolo, usare con moderazione il limone che pur s volgendo una notevole azione antisettica, disidrata la pelle; ottimi risultati si hanno anche mescolando l’argilla con olio di oliva che darà una sorprendente crema emolliente.

All’impasto si può anche aggiungere qualche goccia di olio essenziale di lavanda o salvia, oppure un pizzico di lievito di birra in polvere.
Applicazione dell’argilla sul viso. Dopo avere lavato il volto con acqua argillosa, senza usare saponi, acqua di rose ecc., picchiettarlo con un batuffolo di cotone imbevuto di acidulato di mele (facilmente reperibile in erboristeria o nel supermercato); con un pennello morbido da cosmesi, stendere uno strato d’impasto uniformemente su tutto il viso, un sottile velo anche sulle palpebre; lasciare asciugare la crema (viso, collo e fronte), per venti - trenta minuti; lavare con acqua tiepida, indi sciacquare con acqua fredda, un piacevole senso di benessere, freschezza, pulizia e calore pervaderanno il viso grazie anche alla reazione termica provocata dall’acqua fredda.

Applicazioni locali di argilla. Si può applicare su un foruncolo, una ruga, una verruca, possono essere effettuate la sera prima di andare a letto e lasciate tutta la notte. Una cura interna con l’argilla, applicazioni a giorni alterni o almeno due volte la settimana, risolverà in breve qualsiasi cosiddetta acne volgare o giovanile o foruncolosi ribelle, dovuta ad alterazioni del pH della pelle o a disordini di fegato, intestinali o del ricambio.
Risultati più immediati e duraturi possono essere ottenuti osservando una dieta strettamente vegetariana, eliminando anche gli alcolici, il caffè, le sigarette, i cibi troppo conditi e raffinati, moderando il sale e preferendo quello marino integrale, ritornando a cibi e ad abitudini di vita più sani e naturali.

Impiego dell’argilla sulle parti del corpo: premesso che non ci si può improvvisare guaritori o medici e che bisogna sempre consultare il proprio medico personale anche solamente per avere una giusta diagnosi del male che si ha, poi ciascuno può decidere se ricorrere alla terapia della medicina ufficiale, all’omeopatia, alle erbe, all’argilla, al digiuno, al lavaggio del sangue, ai bagni genitali, alla psicologia, ai metodi dei nonni, all’empirismo, o a qualsiasi altra medicina alternativa, importante essere convinti e competenti sui rimedi che si adottano.
L’importante è aggredire subito il male e perseverare nella lotta per uscirne vittoriosi e non vinti perché ogni disturbo trascurato e non curato, ogni abuso e maltrattamento del nostro corpo in giovane età, sarà retaggio di una terza età mal sopportata e sofferta.

Artrite, artrosi, reumatismi, sciatica: applicare cataplasmi di argilla calda cambiando ogni 3 ore e lasciare il cataplasma della sera per tutta la notte. Gravidanza, allattamento: negli ultimi due mesi di gravidanza, ogni qualvolta si manifestano dolori alla bassa schiena, effettuare cataplasmi tiepidi sul basso ventre e sui lombi, coprendo con una fascia di lana.
Alito cattivo, sarà eliminato con la cura orale con l’argilla descritta precedentemente; dopo avere mangiato aglio o cipolla, prendendo un cucchiaio da tavola raso di argilla in mezzo bicchiere di acqua e ancora meglio aggiungendo delle gocce di salvia , menta o eucalipto, l’odore pungente sarà eliminato.

Bocca, lingua, denti, gola: l’argilla cura stomatiti, ulcere della lingua, ascessi dentari, dolori e carie, facendo gargarismi, lavaggi, cataplasmi, masticazioni, aggiungendo qualche goccia di tintura di propoli. Almeno tre volte la settimana, mettere un pò di argilla in polvere sullo spazzolino inumidito con acqua tiepida e spazzolare energicamente i denti; fatto con costanza, rende i denti bianchissimi e le gengive più forti.

Bronchiti, pertosse, asma, congestioni polmonari, regrediranno progressivamente con applicazioni di argilla calda su tutto il torace, alternando cataplasmi sulla schiena dello spessore di due centimetri e della durata di quattro ore per parte un a volta al giorno. Almeno tre volte al giorno fare bagni genitali della durata di mezz’ora ciascuno (seduti sul bidè con l’acqua corrente fredda aperta, tenere i genitali in acqua), ciò servirà a decongestionare l’apparato respiratorio.

Congestioni, contusioni, bernoccoli, colpi di caldo: applicare cataplasmi freddi, cambiandoli ogni mezz’ora; contemporaneamente se è il caso, applicare cataplasmi freddi al basso ventre, cambiandoli ogni ora. Al cataplasma si può aggiungere qualche goccia di tintura di arnica.
Dentifricio all’argilla: un cucchiaio da tavola di argilla, la cenere ottenuta bruciando un cucchiaio da tavola di rosmarino, uno di salvia, uno di timo e un pò di menta. Il miscuglio d’argilla e cenere d’erbe deve essere impastato con acqua e un pizzico di sale marino integrale; lasciare riposare per 03 ore e dopo si può utilizzare. Il sale manterrà il composto attivo per lungo tempo se tenuto chiuso in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.

Emicrania: applicare alternando cataplasmi freddi sulla fronte e sulla nuca fare dei pediluvi in acqua fredda; se si ha il naso congestionato, fare dei bagni genitali. Febbre: sospendere immediatamente ogni tipo di alimentazione, secondo la necessità e per alleviare il calore interno, bere solamente acqua semplice a temperatura fresca, mettendo un cucchiaino di argilla per ogni bicchiere di acqua; cataplasmi di argilla fredda sul basso ventre e sulla fronte, cambiandoli ogni ora; bagni genitali e frizioni con acqua fredda con un panno ruvido, passato energicamente su tutto il corpo sciacquando il panno ad ogni frizione. Riprendere, se si ha fame, un’alimentazione leggera a base di frutta fresca e succhi di frutta.

Fegato, cistifellea: cataplasmi di argilla fredda risolveranno la congestione del fegato, mentre un cataplasma caldo, sgombrerà una cistifellea in disordine; un impasto di argilla e olio di oliva, si potrà tenere tutta la notte dopo averlo riscaldato a bagnomaria. Basso ventre, intestini: applicare la stessa cura usata per lo stomaco; utilizzare sempre cataplasmi di argilla fredda sul basso ventre quando si ha la febbre (lontano dai pasti).

Ferite: mettere direttamente l’argilla in polvere sulla ferita al posto della penicillina (cicatrene), applicando cataplasmi di argilla fredda da cambiare ogni tre ore e lavare con acqua salata e limone; appena possibile esporre al sole o almeno all’aria per accelerare il processo di cicatrizzazione dei tessuti. Si formerà una crosticina di argilla che cadrà spontaneamente a cicatrizzazione avvenuta.

Foruncoli nel naso, si possono curare spalmando le pareti interne delle narici con impasto di argilla, (utilizzare un bastoncino tipo cotton -fioc); tenere tutta la notte. In caso di raffreddore si potranno fare inalazioni con acqua argillosa, sale e alcune gocce di olii essenziali di timo, pino ed eucalipto.

Sarebbe meglio, in particolar modo, in caso di sinusite, praticare ogni giorno, fino a completa guarigione e poi ogni qualvolta sia necessario, delle applicazioni di argilla, acqua, sale e alcune gocce di olio essenziale di timo (attenzione perché brucia), pino ed eucalipto (in erboristeria), con l’apparecchio per l’aerosol per il naso e la gola; in tal modo si ottengono risultati più immediati.
Indisposizioni di stomaco seguite da diarree ribelli, vengono domate immediatamente bevendo ogni mezz’ora per tre volte consecutive il preparato con argilla e poi ogni ora per altre tre volte consecutive quello di acidulato come descritto in precedenza. All’acqua si può aggiungere qualche goccia di succo di limone o di tintura di mirtillo.

Infiammazione degli organi genitali femminili, perdite bianche, mestruazioni irregolari, applicare con precauzione cataplasmi freddi, senza che diano fastidio e praticarsi lavande vaginali (1 cucchiaio da tavola di argilla in un litro di acqua fresca). Sarebbe bene farsi una lavanda vaginale alla fine di ogni ciclo mestruale. Aggiungere alla soluzione qualche goccia di tintura di propoli ed eseguire i bagni genitali.

Un enteroclisma mensile rinfresca l’intestino con due litri di acqua tiepida e due cucchiai di argilla finemente sciolta o mezzo bicchiere di acidulato di mele.

Occhi: contro le infiammazioni oculari, è bene mettere una goccia di succo di limone in ogni occhio la sera, se si riesce a sopportare il bruciore, si otterrà un’efficace e naturale pulizia dell’occhio e dei canali lacrimali e due gocce di acqua di fiordaliso (in erboristeria) mattina e sera; applicare ogni giorno cataplasmi di un centimetro con una garza, sull’occhio chiuso, alternativamente per un’ora ciascuno o contemporaneamente la sera andando a letto, per tutta la notte. Attenzione, i cataplasmi devono essere freddi; se si notano bruciori persistenti o altri disturbi, non ci si deve preoccupare, è la naturale reazione dovuta all’attacco dell’argilla sul male che regredisce.

Naso: effettuare lavaggi con acqua argillosa per mezzo di peretta da acquistare in farmacia; aggiungere del sale marino integrale all’acqua e praticare il lavaggio alternativamente per ogni narice almeno 10 volte ciascuna; completare l’operazione mettendo 02, 03 gocce di limone in ogni narice.

Orecchi: in caso di infiammazioni, suppurazioni, fare cataplasmi freddi direttamente sull’orecchio, interponendo una garza, rinnovando l’applicazione ogni ora; completare con inalazioni di vapore all’eucalipto e succo di cipolla dentro l’orecchio interessato. La notte potrà essere mantenuto dentro l’orecchio un tampone di argilla in tela garza.

Piaghe, ulcere: l’argilla applicata su tali piaghe purulente, apparentemente provocherà un aggravarsi del male in quanto accelera il processo di disintossicazione delle parti malate, effettuando una pulizia radicale ed un rinnovamento dei tessuti. Seguire una dieta disintossicante. Bruciature: interporre una garza fra la bruciatura e l’argilla che eliminerà qualsiasi rischio di infezione e di estensione della piaga; lasciare la garza sul posto se è attaccata e cambiare l’argilla ogni due ore. Se non è possibile applicare immediatamente l’impasto di argilla sull’ustione, sarebbe bene mettere del ghiaccio o una patata sbucciata o una foglia di cavolo o almeno mettere sotto acqua fredda corrente; la bruciatura si arresterà. Le bruciature causate da materie alcaline, debbono essere curate con acqua e limone.

Piorrea e gengiviti, saranno debellate con sciacqui di acqua salata e argilla (1 cucchiaio da tavola di argilla, 1 cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua fredda). Si possono aggiungere delle gocce di eucalipto, salvia, menta o propoli o un cucchiaino di acidulato di mele. In caso di ascessi, applicare cataplasmi di argilla fredda sulla guancia e contemporaneamente direttamente sulla gengiva infiammata, rinnovando i cataplasmi almeno ogni due ore.

Problemi di stomaco (aerofagia, dilatazione, gastrite, colite, acidità, ulcere, ptosi, digestione difficile, dolori, vomito, nausee, intossicazioni, debbono essere curate con la cura orale con l’argilla, lontano dai pasti, la mattina a digiuno e la sera prima di andare a letto. L’acqua in cui si diluisce l’argilla, può essere sostituita da un decotto di malva, semi di lino o altea.
Benefici immediati e duraturi saranno ottenuti se si abbandonerà l’alimentazione carnea e di cibi raffinati, sostituendola con l’alimentazione vegetariana, con preferenza di frutta e vegetali crudi e cibi integrali (art. 6 Decalogo Europeo per la lotta contro il Cancro), sostituendo lo zucchero raffinato con quello integrale o con il miele; limitare o sarebbe meglio eliminare il sale, l’aceto, (sostituire con succo di limone, salsa di soia o acidulato di mele), alcolici, caffè, sigarette, cibi piccanti o fritti. Adottare la sana abitudine di digiunare per un giorno intero al mese, bevendo solamente acqua e limitando l’attività’ fisica e intellettuale; almeno se non è possibile fare il digiuno totale, mangiare solo frutta di stagione un solo tipo per pasto.
Praticarsi un enteroclisma al mese (un litro e mezzo, due litri di acqua tiepida con un cucchiaio da tavola di argilla), sdraiati sul fianco destro. Quando si sa di dovere affrontare un pasto particolarmente impegnativo per lo stomaco, bere preventivamente mezzo bicchiere d’acqua tiepida con un cucchiaino di argilla in modo da prepararsi adeguatamente; sarebbe ancora meglio dopo aver terminato il pranzo, prendere mezzo bicchiere di acqua con un cucchiaio di acidulato di mele; così lo stomaco è stato protetto adeguatamente.

Tonsilliti, faringiti e infiammazioni in genere, possono essere curate con applicazioni di cataplasmi freddi direttamente a contatto con la pelle, rinnovando ogni due ore e lasciandoli per tutta la notte; abbinare gargarismi con acqua salata e argilla come per la cura dei denti.

Varici, emorroidi: applicare argilla fredda sulle emorroidi, trattenendo con un panno; spennellare accuratamente le varici con argilla fredda impastata con olio di ricino e massaggiare delicatamente dalla caviglia al ginocchio per favorire il flusso del sangue. Aggiungere all’impasto qualche goccia di estratto fluido di ippocastano o tintura di hamamelis.
Cambiare il medicamento ogni 3 ore; fare lavaggi con acqua tiepida e indi acqua fresca; completare con la cura interna con l’argilla. In caso di emorroidi esterne, prendere dell’argilla finissima, ventilata per uso interno ed impastarla con foglie fresche di piantaggine ridotte in poltiglia, fino ad ottenere una pallina delle dimensioni di circa 1 cm. di diametro ed introdurre nel retto dopo aver praticato un lavaggio rettale con decotto di equiseto nella dose di 40 gr. in 1 litro e mezzo di acqua, facendo bollire per 15, 20 minuti.

Il cataplasma d’applicare sugli arti inferiori colpiti da cattiva circolazione, vene varicose, flebiti ecc., può essere preparato impastando l’argilla con il decotto delle seguenti erbe: corteccia di cipresso 40 gr., hamamelis 20 gr., centella asiatica 20 gr. ippocastano 20 gr.; fare bollire tutte le erbe (100 gr.) in un litro di acqua per 1/2 ora, lasciare riposare per un’altra 1/2 ora, indi filtrare il composto che può essere conservato in frigo per una settimana. Iniziare con delle spennellature di argilla fino ad arrivare a 1/2 cm. di spessore, tenendo il cataplasma in loco per 3 ore, ripetendo due o tre volte al di’ lontano dai pasti.
Fare attenzione a non maltrattare gli arti onde evitare la formazione di trombi. Completare la giornata con impacchi di decotto tiepido di semi di lino.
Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo hanno fini puramente educativi ed illustrativi sulla emergente medicina alternativa e non intendono assolutamente sostituirsi ai qualificati professionisti del settore sanitario. Nel tentativo di non intossicare ulteriormente l’organismo con i preparati chimici della farmacologia moderna che cura i sintomi reprimendo i segnali di aiuto che lancia l’organismo nella dura lotta quotidiana per la sopravvivenza all’inquinamento exoterico ed esoterico. Consultate sempre il vostro medico di fiducia, sperando che sia lungimirante.