Dati Terapie non Convenzionali
Sono 8 milioni, pari al 13,6% della popolazione, gli italiani che per curarsi scelgono le terapie non convenzionali. I “fan” dell'altra medicina sono più donne che uomini (4,7 milioni contro 3,3 milioni), e più numerosi al Nord Est (24,7%, contro il 20% del Nord Ovest, il 16,1% del Centro, il 9,4% delle Isole e il 6,4% del Sud). I dati sono stati ricordati oggi a Milano, durante la presentazione di un Corso di alta formazione sull'integrazione in medicina, al via da novembre nelle Università di Bologna, Messina, Roma La Sapienza e Verona.
La cosiddetta medicina alternativa piace anche ai medici (sono 10 mila i camici bianchi che nella Penisola suggeriscono regolarmente trattamenti non convenzionali), e conquista soprattutto i laureati (il 18,7%, contro il 13,5% di chi possiede la licenza media e il 9,2% di chi si è fermato a quella elementare). Numeri in ogni caso molto inferiori a quelli stranieri.
A guidare la classifica delle nazioni “amiche” delle cure non convenzionali è la Francia (il 49% di utilizzatori), seguita da Germania (il 46%), Regno Unito (il 35%), Belgio (il 31%) e Paesi nordici (il 25% circa). In generale, il mercato mondiale dei “farmaci alternativi” si aggira intorno ai 466 miliardi di dollari (dato 2003), mentre il fatturato dei soli prodotti omeopatici ammonta a 1,5 miliardi di euro (0,3% del mercato farmaceutico globale), con vendite per 300 milioni in Francia e di 200 milioni e 282 mila euro in Italia (dato 2006).
In Parlamento - ricordano gli esperti nell'incontro milanese - si sta lavorando da anni ad una legge sulle medicine non convenzionali, ma le “Linee guida per la qualità nella formazione in medicina complementare” sono arenate da tempo. Un problema serio - avvertono - perché, non sapendo dove e a chi indirizzarsi, i pazienti si affidano spesso a sedicenti esperti.
Fonte: Adnkronos Salute, Milano