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Vitamina C

Alcuni meccanismi degli effetti antimicrobici della Vitamina C, questo e tante altre informazioni sull'efficacia della Vitamina C.
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Vitamina C

Oltre alla forte azione antiossidante e riducente della vitamina C, il che spiega molta della sua efficacia clinica antimicrobica, si sono osservati anche molti altri effetti positivi della vitamina C. In realtà, alcuni di questi effetti positivi sulle varie infezioni possono, in ultima analisi, essere ricondotti alle proprietà antiossidanti della vitamina C, anche se ciò potrebbe non risultare sempre evidente. Tuttavia, molti altri antiossidanti non sono per nulla in grado di realizzare quello che la vitamina C fa in un sistema biologico integro. Liquidare la vitamina C come nient’altro che un’antiossidante svaluta e travisa profondamente la gamma degli effetti positivi della vitamina C sull’organismo. Alcuni dei meccanismi che contribuiscono ai potenti effetti antimicrobici della vitamina C sono elencati di seguito (si noti che alcune ricerche sono svolte su animali, il che non permette sempre di riportarne i risultati sulla funzionalità della vitamina C negli esseri umani):

1. Aumento di produzione dell’interferone (Siegel, 1974; Siegel, 1975; Geber et al., 1975; Dahl e Degre, 1976; Stone, 1980; Karpinska et al., 1982). Gli interferoni sono glicoproteine antivirali prodotte naturalmente. Gli interferoni sono prodotti dalle cellule che sono infettate da un virus e successivamente aumentano la resistenza delle cellule vicine all’area attaccata dal virus.

2. Aumento della funzione fagocitica (Nungester e Ames, 1948; Goetzl et al., 1974; Sandler et al., 1975; Boxer et al., 1976; Ganguly et al., 1976; Anderson e Dittrich, 1979; Anderson e Theron, 1979; Boxer et al., 1979; Anderson et al., 1980; Anderson et al., 1980a; Dallegri et al., 1980; Corberand et al., 1982; Patrone et al., 1982; Cunningham-Rundles, 1982; Oberritter et al., 1986; Levy e Schlaeffer, 1993; Levy et al., 1996; Ciocoiu et al., 1998; De la Fuente et al., 1998). Un fagocita è quel particolare globulo bianco del sangue che ingerisce i microorganismi ed i residui cellulari associati alle infezioni.

3. Concentrazione selettiva di vitamina C nei globuli bianchi (Glick e Hosoda, 1965; Thomas e Holt, 1978; Evans et al., 1982; Goldschmidt, 1991; Washko et al., 1993). Alcune delle più importanti cellule del sistema immunitario hanno una concentrazione di vitamina C fino a 80 volte superiore rispetto al livello del plasma. Ciò permette di avere nei luoghi dell’infezione una disponibilità supplementare di vitamina C trasportata da questi globuli bianchi ricchi di vitamina C.

4. Aumento della risposta immunitaria mediata da cellule (Siegel e Morton, 1979). La risposta immunitaria mediata da cellule si riferisce ai linfociti T e alla loro attività quando aggrediscono un determinato agente infettivo.

5. Aumento delle citochine prodotte dai globuli bianchi (Jeng et al., 1996). Queste citochine sono proteine non-anticorpi, secrete da determinati globuli bianchi che servono da mediatori, o agenti, intercellulari, nella generazione di una risposta immunitaria.

6. Inibizione di varie forme di morte dei linfociti T (Campbell et al., 1999). I linfociti T sono un costituente essenziale del sistema immunitario; l’aumento del loro numero e della loro vitalità rafforza fortemente il sistema immunitario.

7. Aumento dell’ossido nitrico sintetizzato nei fagociti (Mizutani et al., 1998; Mizutani e Tsukagoshi, 1999). L’ossido nitrico è prodotto in grandi quantità nei globuli bianchi, ed è uno degli agenti che uccidono i microorganismi invasori.

8. Aumento della replicazione dei linfociti T (Fraser et al., 1980; Kennes et al., 1983; Wu et al., 2000).

9. Aumento della replicazione dei linfociti B (Schwager e Schulze, 1997).

10. Inibizione della neuraminidasi (Rotman, 1978). Alcuni batteri e virus patogeni utilizzano l’enzima neuraminidasi per evitare di rimanere intrappolati nel muco, una delle linee di difesa naturali. Inibendo la neuraminidasi, la vitamina C consente all’ospite di ottimizzare questo meccanismo difensivo.

11. Aumento della produzione degli anticorpi e di attività complementari (Ecker e Pillemer, 1940; Bourne, 1949; Prinz et al., 1977; Vallance, 1977; Sakamoto et al., 1980; Feigen et al., 1982; Li e Lovell, 1985; Wahli et al., 1986; Johnston et al., 1987; Haskell e Johnston, 1991; Wu et al., 2000). L’efficacia della funzione svolta dagli anticorpi è fondamentale per contrastare sia le infezioni che le tossine. Il sistema complementare è un complesso gruppo di proteine che interagiscono tra loro per uccidere determinate cellule e mediare altre funzioni del sistema immunitario.

12. Aumento dell’attività delle cellule killer naturali (Heuser e Vojdani, 1997). Le cellule killer naturali sono piccoli linfociti che possono aggredire direttamente altre cellule, ad esempio cellule tumorali, e ucciderle. Questa attività è non anticorpo-dipendente.

13. Aumento della formazione delle prostaglandine (Horrobin et al., 1979; Scott, 1982; Siegel e Morton, 1984). Le prostaglandine sono composti chimici, forti mediatori in una varietà di processi fisiologici, inclusa la regolazione della funzione dei linfociti T.

14. Aumento dei livelli del GMP ciclico nei linfociti (Atkinson et al., 1979; Panush et al., 1982). Il GMP ciclico riveste un ruolo centrale nella regolazione di differenti risposte fisiologiche, inclusa la modulazione della risposta immunitaria. Il GMP ciclico è importante per la normale proliferazione e riproduzione cellulare. Il GMP ciclico media inoltre l’azione di molti ormoni, e sembra mediare il rilassamento dei muscoli lisci.

15. Aumento della generazione locale e/o dell’interazione con il perossido di idrogeno, che può uccidere i microorganismi (Strangeways, 1937; Miller, 1969; Tappel, 1973; Kraut et al., 1980). La Vitamina C e il perossido di idrogeno possono sciogliere le capsule protettive di alcuni batteri, ad esempio i pneumococchi (Robertson et al., 1941).

16. Disintossicazione da istamina (Nandi et al., 1974; Johnston et al., 1992). Questo effetto antistaminico della vitamina C è importante come sostegno dei fattori immunitari locali.

17. Neutralizzazione dello stress ossidativo che aggrava il processo infettivo (Kastenbauer et al., 2002). Le infezioni possono generare localmente radicali liberi che allargano e rafforzano ulteriormente il processo infettivo.

18. Immunopotenziamento non specifico e miglioramento dell’effetto delle vaccinazioni (Versteeg, 1970; Banic, 1982; Wu et al., 2000). La vitamina C può migliorare la risposta immunitaria ottenuta dalla vaccinazione.

19. Effetto mucolitico della vitamina C (Ericsson, 1954). Questa proprietà aiuta la liquefazione delle secrezioni dense, favorendo l’accesso immunitario all’infezione.

20. Possibile alterazione delle proprietà della superficie delle cellule batteriche (Rawal, 1978). La vitamina C, è stato indicato, può alterare le superfici delle cellule batteriche rendendole maggiormente permeabili a certi antibiotici.

Un ricerca autonoma in letteratura, potrà farvi scoprire alcuni articoli che non supportano le conclusioni tratte negli articoli appena citati. Tuttavia, si deve sottolineare che la vasta maggioranza di tali discrepanze si spiegano con il dosaggio di vitamina C utilizzato. Diverse ricerche hanno concluso che la vitamina C non è utile o importante in molte condizioni sperimentali. Praticamente tutte queste ricerche hanno utilizzato dosi di vitamina C che sono da leggermente a enormemente minori di quelle che sarebbero necessarie per ottenere un determinato effetto o risultato positivo. Purtroppo, molti di questi ricercatori continuano a rilasciare dichiarazioni non qualificate dicendo che la vitamina C è di poca o nessuna utilità in una data situazione sperimentale, quando l’unica conclusione realmente valida è che una dose piccolissima di vitamina C è di poca o nessuna utilità in una data situazione sperimentale.

Sintesi
Sono stati effettuati moltissimi studi sugli effetti della vitamina C su un’ampia varietà di microorganismi e sulle malattie conseguenti. Molti degli agenti infettivi e delle malattie collegate possono essere completamente prevenute, prontamente invertite e spesso guarite con la sola vitamina C. Il dottor Frederick Klenner ha aperto la strada all’impiego di dosi di vitamina C oltre le quantità impiegate, o persino immaginate, dalla maggior parte degli altri ricercatori. In tal modo, Klenner ha ottenuto spesso risultati unici ed incredibili nei suoi pazienti, mentre molti altri clinici hanno conseguito risultati positivi, ma meno persuasivi, con dosi molto più piccole di vitamina C.

La vitamina C è indubbiamente l’agente ideale per curare praticamente ogni infezione virale. Ci sono molti casi documentati indicanti che la pronta somministrazione di dosi molto grandi di vitamina C può recuperare individui gravemente contagiati anche in stato comatoso, portandoli infine alla guarigione completa. A prescindere dall’utilizzo di altri farmaci, la vitamina C dovrebbe essere data in dosi generose ad ogni paziente vittima di una sindrome virale aggressiva e inesorabile. Inoltre, nei casi molto acuti, si deve impiegare principalmente la somministrazione endovenosa della vitamina C in quanto spesso si riesce a ottenere una guarigione completa anche dopo che la somministrazione orale di vitamina C non ha portato risultati.

Molte malattie infettive producono anche tossine che aumentano la gravità della malattia e il rischio di morte. La vitamina C è un’antitossina estremamente potente, il che la rende un agente ideale per trattare le malattie infettive che producono tossine aggiuntive. Purtroppo, la terapia antibiotica non ha tale capacità. L’uso di vitamina C come agente disintossicante sarà discusso più dettagliatamente nel capitolo seguente.

Per il clinico o il paziente che proprio non possono “sottrarsi” a quello che dettano i manuali clinici moderni, la vitamina C si trasforma nell’agente perfetto da aggiungere a qualunque altro trattamento standard raccomandato. Certamente vanno usati gli antibiotici, che Klenner ha impiegato spesso insieme alle sue somministrazioni di vitamina C. Come disse Klenner (1974): “L’acido ascorbico [vitamina C] è la sostanza più sicura e di maggior valore che il medico ha a disposizione. Il suo uso appropriato risparmierebbe molti mal di testa e molti affanni.”