Sale - Il Sale fra Benessere e Salute:

Le Grotte Saline

Le grotte di Sale, benefici per la purezza dell’aria, frequenze risonanti, ripristinando l’equilibrio originario del corpo in disfunzione, Scopri tutto sulle Grotte Saline.
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Le Grotte Saline

La Speleoterapia, riconosciuta dalla medicina ufficiale, sfrutta l’aria pura delle gallerie di sale. Le grotte di sale non danno benefici solo per la purezza dell’aria, ma anche per le frequenze risonanti che fornisce, ripristinando l’equilibrio originario del corpo in disfunzione.
L’organismo umano, attraverso i tessuti e la respirazione, stabilisce con l’ambiente in cui vive elabora un continuo scambio gassoso, da ciò discende l’importanza della qualità dell’aria che lo circonda. In alcune nazioni del nord-est europeo si trovano ancora gallerie saline sotterranee che vengono usate come un vero e proprio ospedale per persone affette de patologie respiratorie,e con risultati molto buoni. L’aria libera da polveri,l’umidità alta(80%) e la bassa temperatura(12°) delle grotte saline hanno un effetto antisettico per la pelle e le vie respiratorie, quindi valido strumento terapeutico per tante patologie ma non solo: ricerche specifiche hanno dimostrato che migliora la qualità del sonno e delle nevrosi in genere.
La forza neutralizzante del sale è in grado di equilibrare le cariche positive che abitualmente si trovano ovunque. I benefici che si ottengono nelle grotte saline sono derivati dalle vibrazioni che contiene il corpo umano,essendo costituite dagli stessi elementi. E' sempre consigliato farsi vedere dal medico prima di qualsiasi trattamento.

Miniere di Sale di Hallein - Salisburghese

L’estrazione del salgemma in Austria ha una storia a dir poco millenaria, se è vero che all’interno della salina di Hallein, adesso chiusa e adibita ad attrazione turistica, sono stati trovati strumenti di estrazione e resti umani risalenti al periodo celtico. Il nome stesso del luogo, pare derivi dalla parola “sale”, in celtico: hall o hal.
All’estrazione del salgemma si deve la ricchezza economica, artistica e architettonica della città di Salisburgo, per cui una visita alle miniere, rappresenta anche un modo per dare una sbirciatina al “dietro le quinte” dell’economia cittadina.
La visita alle saline di Hallein è consigliata sia d’estate che di inverno, rappresentando un’esperienza unica nel suo genere: il turista ha la possibilità di percorrere le stesse gallerie utilizzate dai minatori e di assistere ad uno spettacolo naturale unico nel suo genere.
Non esistono visite individuali delle miniere, anche per ovvi motivi di sicurezza, ma è necessario aspettare di essere accorpati in gruppi di qualche decina di persone, in compenso, il percorso si dipana per gallerie piuttosto ampie, per cui, gli ambienti non sono mai eccessivamente claustrofobici, e ricordano piuttosto le escursioni alle grotte calcaree.
Una guida accompagna i turisti per tutto il percorso, spiegandosi in tedesco, inglese e, a richiesta, anche in Italiano.
La visita, non si limita ad essere un’escursione nelle viscere della terra, per ammirarne le spettacolarità geologiche, ma si trasforma anche in un percorso divertente e allettante, ottimo anche per le comitive di ragazzi giovani o di famiglie con bambini.
Prima di addentrarci nel cuore della montagna, è necessario indossare delle tute bianche, che permettono di non macchiare gli abiti e che risulteranno molto utili in seguito. La gita parte con una corsa sul trenino dei minatori per arrivare al luogo di partenza dell’escursione, nel centro della montagna. Lungo tutta la camminata si ha la possibilità di ammirare le viscere della miniera, immaginare il duro lavoro dei minatori, ma anche di divertirsi, scegliendo di passare i dislivelli utilizzando gli scivoli creati dagli stessi minatori, mentre per i meno temerari ci sono le scale. Sempre rimanendo sottoterra si passa due volte il confine austriaco, visitando i sotterranei della Germania, per un breve percorso, per raggiungere in fine un fantastico lago di sale.
All’estero della salina è stato realizzato un villaggio celtico. Sebbene la zona della ricostruzione non sia interdetta durante l’inverno, è d’estate che il villaggio prende vita grazie alle comparse e alle iniziative che vi vengono organizzate.

La Miniera di Sale a Wieliczka

La storica Miniera di Sale a Wieliczka costituisce l’unico centro minerario al mondo attivo ininterrottamente dal Medioevo fino al giorno d’oggi. I suoi scavi originali (gallerie sotterranee, discenderie inclinate, camere di estrazione, laghi, pozzi e pozzetti) di una lunghezza complessiva di circa 300 km, situati su 9 livelli che raggiungono la profondità di 327 m, presentano tutte le tappe dello sviluppo della tecnologia mineraria nelle particolari epoche storiche.”
Cosi dice il frammento della motivazione dell’iscrizione della Miniera di Sale „Wieliczka” sulla I Lista del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell’Umanità UNESCO tra i primi 12 oggetti di tutto il mondo.
Effettivamente, la storia di Wieliczka le cui origini risalgono all’epoca del Medioevo è lo specchio dello sviluppo delle tecnologie minerarie, della formazione dell’organizzazione di lavoro e di amministrazione, della nascita delle leggi industriali nonché lezione di patriottismo e d’amore per la libertà.
Nel medioevo, all’inizio della sua attività, era già una delle più famose miniere del mondo di allora e portava il fiero nome di „Magnum Sal” ovvero il Sale Grande. Il più antico documento conservatosi fino ai giorni nostri che illumina la storia della miniera ne è testimone. Nel documento che attesta il privilegio concesso dal re Kazimierz I nel 1044 la miniera fu chiamata „magnum sal alias Wieliczka”. Questo modo di chiamare Wieliczka fa riferimento alla differenza fra una miniera grande (Wieliczka appunto) e a quella di Bochnia, la quale nei documenti medievali era nominata come la piccola miniera di sale.
I primi conferimenti di sale a beneficio del Monastero di Tyniec provengono dal fondatore dello stesso monastero, il re Bolesław Chrobry. Essi sono inclusi nel diploma dell’anno 1105 insieme all’atto di ratificazione del legato papale, il vescovo tusculano, cardinale Egidio. Il suddetto diploma è una copia autentica del privilegio reale per il Monastero di Tyniec. Da esso risulta che sotto il regno del Bolesław Chrobry (995-1025) in Polonia esisteva già un’avanzata industria mineraria del sale, il cui centro era Wieliczka, che forniva prodotto in maniera molto differenziata e su grande scala. Vi si producevano vari tipi di salinatura e salgemma in blocchi grezzi di varie dimensioni.
Dai tempi più antichi il sale costituiva la base economica dello stato polacco dove veniva usato anche come mezzo di pagamento sotto forma di „minerali salini” sostituendo le monete di metallo.
Originariamente il sale veniva ottenuto da fonti salmastre con il metodo della salinatura, facendo cioè evaporare l’acqua. Gli inizi dell’estrazione del salgemma sono sconosciuti; probabilmente durante l’approfondimento dei pozzi salini fu rintracciato un deposito di sale, da cui poi si iniziò ad estrarre con attrezzi primitivi.
I sovrani della Polonia di allora comprendendo il valore del bianco minerale introdussero il monopolio per l’estrazione e persino per la distribuzione del sale.
Il sale era un articolo di prima necessità, indispensabile all’uomo per vivere. In grandi quantità veniva utilizzato per la conservazione della carne, del burro, del pesce, per conciare le pelli e per la produzione della polvere da sparo.
Nel primo periodo del funzionamento della miniera reale chiamata „Żupy Krakowskie” (Saline di Cracovia), a causa dei costi enormi di investimento e per la necessità di reclutare manodopera specializzata, il monarca fu costretto ad usufruire dei servizi degli imprenditori privati. L’imprenditore correva tutti i rischi delle ricerche e si occupava di scavare i pozzi di estrazione, ma nel caso del raggiungimento del giacimento, il pozzo diventava di proprietà reale passando sotto la gestione del sovrano. Il monarca pagava a rate i costi subiti dall’imprenditore, gli garantiva un canone d’affitto perenne, il diritto all’estrazione d’una sola volta di una quantità stabilita di sale nonché la carica di „bachmistrz” ovvero direttore tecnico nell’amministrazione della miniera.
Il sale diventò quindi non solo un genere alimentare e di trasformazione indispensabile, ma anche uno strumento dell’esercizio del potere. Già nel XIV-esimo secolo le saline assicuravano oltre 30% di tutti i redditi del tesoro dello stato. Con esso i regnanti pagavano gli stipendi fissi alle loro consorti, ai membri della famiglia reale ed agli alti funzionari di stato. Le saline mantenevano la corte reale, coprivano il costo del mantenimento dei castelli che custodivano le strade commerciali e servivano a remunerativi ringraziamenti per le persone che acquisivano meriti particolari per lo stato.
Al sale di Wieliczka deve molto anche l’Accademia di Cracovia (la futura Università Jaghellonica) cui primo fondatore, il re Kazimierz Wielki, finanziava completamente la nuova scuola superiore con i ricavi delle saline. Anche i successivi monarchi e magnati polacchi non risparmiavano donazioni e lasciti per conto della famosa Università. Kazimierz Wielki nel 1368 precisò le regole del funzionamento della miniera concedendole il potere della legge conosciuta come „Lo Statuto di Kazimierz”. Il documento stabiliva i diritti e gli obblighi dei particolari impiegati e dei vari gruppi di lavoratori, le regole di „contabilità” cioè di regolamento dei conti della produzione con il tesoro dello stato, stabiliva le paghe ed i prezzi di vendita del sale.
Lo strumento principale di controllo reale sulle saline erano delle commissioni convocate appositamente per verificare lo stato degli scavi sotterranei, degli edifici salini, la correttezza del regolamento dei conti con il tesoro. Le commissioni davano inoltre indicazioni e raccomandazioni sotto forma di regole obbligatorie.
Nel secolo XVI-esimo la miniera diventò una delle più grandi imprese dell’Europa di allora. Tranne i lavoratori legati direttamente alla produzione e gli impiegati amministrativi, nella miniera lavoravano carpentieri, bottai, fabbri, cocchieri e stallieri. Le saline avevano la propria cucina (la mensa di oggi), il proprio medico e addirittura un sistema di assistenza sociale e di fondo pensionistico.
Negli anni a cavallo tra il’300 e il’400 i lavori di estrazione ed il trasporto sotterraneo venivano svolti manualmente. Il sale veniva tirato fuori dai pozzi con le funi tramite cosiddetti “hasple” cioè rulli a fune messi in moto tramite forza muscolare.
Intorno al 1400 i rulli furono sostituiti dai “deptaki” – cioè specie di ruote a scala poste su rulli e messe in moto con peso degli uomini che camminavano sui pioli della ruota. La tappa successiva dello sviluppo delle attrezzature di trasporto nella miniera fu l’introduzione della trasmissione a trazione animale – cavalli - nella metà del XV-esimo secolo. L’applicazione delle scoperte del progresso tecnico e della meccanizzazione influì sull’aumento del volume della produzione e conseguentemente sull’aumento dei ricavi provenienti dalla miniera di Wieliczka.
Nella seconda metà del XV-esimo secolo i ricavi dalle saline permisero la ricostruzione e l’ampliamento del castello di Wawel. In quel periodo partirono inoltre gli scavi della miniera alla ricerca dei più ricchi giacimenti di sale in verticale, svolti con le nuove metodologie di estrazione. La gestione reale delle saline di Cracovia finì con la prima spartizione della Polonia nel 1772.
L’occupazione austriaca si iscrisse nella storia della miniera con cambiamenti non solo nel campo organizzativo e amministrativo, ma anche con l’introduzione di nuove metodologie di estrazione e con l’aumento dei profitti dovuti all’arrivo di nuova manodopera e di esperti.
Il lungo periodo della dominazione austriaca influì positivamente sullo stato della miniera e le recò stabilizzazione. Avvenne allora l’ampliamento della città e l’avviamento della centrale elettrica nei pressi della miniera; e infine Wieliczka ottenne un collegamento ferroviario con Cracovia. I lavori di infossatura vennero meccanizzati, i trapani manuali sostituiti dai trapani pneumatici, venne messo in funzione il mulino del sale ed estrattore a vapore. Vennero inoltre create le officine di riparazione e la bottega di falegname al servizio della miniera.
Nel 1912 venne messa in funzione alla superficie la salina automatizzata, sostituita poi nel 2003 dallo Stabilimento Moderno dell’Utilizzazione delle Acque Salate.
Anche il periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale fu per la miniera un tempo di stabilizzazione, avvenuta grazie all’ulteriore sviluppo e all’ampliamento della miniera come impresa produttiva, ma anche allo sviluppo delle sue funzioni turistiche e curative.
Attenzione particolare meritano le qualità curative del sale, scoperte dagli umanisti già nel secolo XVI-esimo. Essi affermavano che il sale mescolato con delle altre sostanze curava i morsi dei serpenti, le vescicole, gli ascessi, l’angina, la podagra e tante altre malattie.
Lo sviluppo della balneologia nel XIX-esimo secolo è anche legato a Wieliczka dove già nel 1826 partì la cura con i bagni salini. Grazie al medico della miniera Feliks Boczkowski, nel 1839 nacque lo stabilimento balneare che curava fino a 36 patologie, dal raffreddore alla sterilità, dall’isterismo al „indebolimento da birichinate amorose”. „Gli indeboliti” dovevano essere tanti perché negli anni ‘20 passarono dalla stazione di cura 3 mila persone. La cura con i bagni salini finì con la morte del dottor Boczkowski nel 1855.
La rinascita della terapia avvenne nel 1958 grazie all’iniziativa del professor Mieczysław Skulimowski e grazie al microclima specifico degli scavi sotterranei, curativo sopratutto nei casi di asma bronchiale, della bronchite e della febbre da fieno.
Il sanatorio sotterraneo creato dal professor Skulimowski esiste ed è operativo anche oggi.
Gli anni ‘40 e ‘50 si caratterizzarono per l’aumento dell’estrazione di sale. L’esplorazione nelle zone centrali della miniera vicine agli scavi storici causò però la perdita dell’equilibrio orogenetico e la notevole accelerazione della distruzione della zona del percorso turistico. Le conseguenze negative di queste azioni non ponderate graveranno ancora per lungo tempo sul comportamento del materiale sotterraneo.
Solo verso la fine degli anni ‘50, in seguito allo stato allarmante di una parte delle camere poste sul percorso turistico, iniziarono i primi lavori di conservazione della miniera, inizialmente finanziati coi fondi del Ministero della Cultura e poi dal Fondo di Protezione della Miniera Storica di Sale „Wieliczka”, costituito con decisione del Consiglio dei Ministri.

Inizi e sviluppo del turismo
La Miniera di Sale „Wieliczka” suscitava da sempre grande interesse.
Già nel secolo XIV-esimo, l’impresa di produzione di allora mostrava il sale a persone privilegiate, ospiti della corte reale e faceva ammirare l’esteso labirinto delle gallerie e delle camere sotterranee dotate di particolare fascino e mistero.
Alla fine del XV - esimo secolo, come risulta da fonti storiche, iniziarono le prime visite turistiche alla miniera. Anche se si trattava di gruppi limitati di partecipanti e composti solo dal fior fiore della società del mondo di allora, lo scopo di quelle visite fu tipicamente conoscitivo. L’oggetto era veramente insolito, quasi invisibile dalla superficie, la cui intera bellezza era nascosta nel profondo della terra.
L’ubicazione della miniera, non lontana da Cracovia, costituiva un vantaggio supplementare che invogliava alle visite. Tra i visitatori si possono ricordare personaggi di rilievo dell’epoca, umanisti e scienziati come: Copernico, Konrad Celtes, Joachim Rhetyka, uno dei poeti della Slesia Adam Schroeter e tanti altri.
Il secolo XVI-esimo, l’epoca dell’umanesimo polacco, influì sul successivo sviluppo di Wieliczka come affascinante meta turistica. Non esisteva una vera e propria organizzazione delle visite nella miniera che avevano soltanto un aspetto culturale e didattico. Ai visitatori, a seconda della loro provenienza sociale, venivano mostrati i vari scavi e le postazioni di lavoro. A quell’epoca, la discesa dentro la miniera avveniva attraverso il pozzo„Seraf”, costruito nel 1442, dotato di scala di legno. Tra gli ospiti della miniera furono nomi molto importanti, come il nunzio apostolico Flavio Ruggieri (1565), l’inviato della Repubblica di Venezia Geronimo Lippomano (1575) ed altri personaggi eminenti di tutta l’Europa. Il movimento turistico continuava però ad essere elitario. Gli scavi minerari potevano essere visitati unicamente dai rappresentanti degli alti ceti sociali e solo previo uno speciale permesso del re, che veniva emesso di volta in volta. Tali permessi venivano concessi sporadicamente, soprattutto per la malavoglia dell’amministrazione della miniera verso i potenziali turisti, trattati come intrusi che disturbavano il ciclo produttivo.
La descrizione di „Wieliczka” di quei tempi ci lasciò nei suoi diari Jean Choisnin, che nel 1572 accompagnò l’inviato del re di Francia nel suo viaggio in Polonia. Egli scrisse che la miniera era „un posto sotterraneo dove bisogna calarsi per mezz’ora con funi grandi e forti che possono reggere il peso di cinquanta persone insieme. Giù, si possono scorgere caverne enormi scavate nella roccia salina in forma di strade di una città.”
Il pozzo „Leszno”, costruito nel 1744 e dotato di scale, migliorò notevolmente le condizioni delle visite alla miniera
I registri conservati indicano che nelle ultime decadi del secolo XVIII-esimo la miniera veniva visitata mensilmente da decine di persone mentre nei primi anni del XIX-esimo la quantità dei visitatori oltrepassò 100 persone alla settimana. La presa di possesso della miniera dagli Austriaci fu un passo successivo nello sviluppo del turismo. Gli Austriaci apprezzarono i valori spettacolari e conoscitivi della miniera facendole la pubblicità come a uno dei più magnifici oggetti turistici della Monarchia Austriaca. In quel periodo furono rese accessibili ai visitatori alcune camere storiche situate al primo livello, creando in questo modo l’inizio del percorso turistico odierno. Gradualmente, nell’itinerario vennero inclusi successivi interni anche al secondo e terzo livello, arricchendolo di una serie di attrattive che mettevano in rilievo il fascino delle sale sotterranee e rendendo il percorso ancora più piacevole.
L’itinerario fu illuminato magnificamente: nella sala chiamata „Michałowice" fu appeso un enorme lampadario (5,5 m di altezza e circa 3 m di diametro) realizzato in cristalli di sale ed illuminato da 300 candele. Per alzarlo serviva un vecchio elevatore a trazione animale situato nella camera sottostante chiamata „Urszula”. I visitatori erano accompagnati da minatori con le torce, venivano lanciati i fuochi d’artificio che illuminavano le parti più spettacolari dello scavo. Alcune delle più interessanti attrattive turistiche furono il passaggio sul ponte sospeso sopra un burrone, l’attraversamento di un laghetto salino, la presentazione della cosiddetta „”discesa infernale” dei minatori che venivano giù lungo la fune, l’ascolto dell’eco rimbombante di un colpo di pistola.
Nelle camere e nelle gallerie si trovavano obelischi scolpiti nel sale, monumenti, tavole, portali decorativi dedicati ai membri della famiglia imperiale e ad alti funzionari austriaci. In una delle camere („Łętów”) trasformata in sala da ricevimenti si poteva ballare al suono dell’orchestra dei minatori oppure ammirare lo spettacolo delle „Nozze Cracoviane” (“Wesele Krakowskie").
Nella seconda metà del XIX-esimo secolo fu aggiunta un altra attrattiva, una passeggiata lunga 2,5 km nei vagoncini della ferrovia tirata da cavalli.
Nel libro dei visitatori degli anni a cavallo tra i ‘700 e i ’800 potremo trovare i nomi dello zar Alessandro I, dell’imperatore Francesco I, di Johann Wolfgand Goethe, di Fryderyk Chopin, Jan Matejko, Dymitr Mendelejew, Bolesław Prus, Henryk Sienkiewicz ed altri personaggi di rilievo della cultura e della politica. L’azione di divulgazione degli Austriaci ebbe successo e la vecchia miniera diventò famosa in tutta l’Europa, famosa a tal punto che in un manuale inglese di geografia della fine dell’ottocento, dopo una lunga descrizione di Wieliczka, si trova una breve menzione che dice che vicino alla miniera si trovava Cracovia, il luogo di incoronazione dei re polacchi.
Agli inizi del ventesimo secolo arriva una nuova attrattiva turistica – la cappella di S. Kinga, le cui pareti sono decorate da magnifici bassorilievi rappresentanti scene bibliche, fatti con le mani dei minatori – scultori. La cappella è illuminata da lampadari eseguiti in cristalli di sale, è alta 10 m, lunga 54 m e larga 15 m. Le sue dimensioni sono tanto imponenti quanto è bello l’arredamento. Col secolo XX-esimo ebbe inizio la pubblicità della miniera sulle pagine di vari periodici e riviste, così come la pubblicazione di calendari. Nel „Calendario di Cracovia” del 1901, arrivato in buono stato fino ad oggi, si trova una pubblicità della miniera di sale a Wieliczka, che è una testimonianza della esemplare organizzazione del turismo, con le condizioni di visita stabilite (possono visitare la miniera al massimo 100 persone alla volta), con il listino dei prezzi dipendenti tra l’altro dalla qualità dell’illuminazione degli scavi (quattro cosiddette classi di illuminazione), con giorni di apertura e orari in cui sia possibile visitare i sotterranei, e perfino un offerta per una foto di ricordo ai gruppi dei turisti.
Nei anni tra la prima e la seconda guerra mondiale la miniera veniva visitata da innumerevoli gite organizzate, dalla gioventù scolastica, da organizzazioni sociali e politiche e da turisti individuali. I turisti arrivati alla stazione ferroviaria venivano accolti dalla orchestra dei minatori.
Il periodo della occupazione nazista rappresentò una quasi completa interruzione del turismo a Wieliczka. La miniera era visitata esclusivamente dai funzionari tedeschi e da un piccolo gruppo dei civili. Ciò nonostante la tradizione turistica sopravvisse all’orrore della guerra. Già nel 1945 la miniera fu visitata da oltre 10 mila persone.
Negli anni successivi la quantità di visitatori cresceva e nel 1955 ha raggiunto i 200 mila turisti. La struttura non era preparata ad accogliere un numero cosi alto. Gli impianti del pozzo turistico chiamato „Daniłowicz” erano obsoleti, le camere e le gallerie richiedevano una ristrutturazione. L’itinerario turistico sotterraneo, il monumento senza prezzo della cultura materiale, attraversava una seria crisi negli anni 50. La mancanza di mezzi propri per la modernizzazione ed il restauro costrinse l’amministrazione della miniera a rivolgere una richiesta di aiuto al governo. Sotto l’influenza delle relazioni allarmanti dell’Amministrazione della Miniera come anche dei membri degli ambienti della scienza e della cultura negli anni 1959 -1964 la Miniera ottenne l’aiuto finanziario dalle istituzioni governative.
I finanziamenti resero possibile le ristrutturazioni correnti, la dotazione di istallazioni elettriche lungo l’itinerario e l’esecuzione di un sistema di ventilazione indipendente negli storici scavi.
In quel periodo furono inoltre restaurate 16 camere storiche. Insieme ai lavori di restauro fu ampliata l’infrastruttura turistica e negli anni 70 furono aperte le casse supplementari, il punto vendita dei souvenir nella sala „Wisła” e furono inoltre notevolmente migliorati i servizi per i visitatori.
Gli anni successivi portarono la crescita continua del flusso turistico a Wieliczka. Nella metà degli anni 70 il movimento turistico raggiunse il numero di 750 mila visitatori l’anno.
L’introduzione della legge marziale nel 1981 fu un fattore che per molti lunghi anni spezzò l’afflusso spontaneo e numeroso di turisti. Una rinascita iniziò nuovamente negli anni 1984-86 e si giunse a 600 mila visitatori l’anno, nuovamente interrotta nel 1988 e ‘89 per la pausa per il rinnovo del pozzo turistico „Daniłowicz”.
Un cambiamento radicale nella concezione di come affrontare il turismo si verificò dopo la catastrofica fuoriuscita delle acque negli scavi della miniera nel 1992. Il disastro costrinse a prendere in modo univoco coscienza della necessità di intensificazione ed accelerazione dei lavori di preservazione della miniera con la completa cessazione della produzione di sale, limitandosi all’utilizzo delle acque salmastre che sfociavano negli scavi.
Lo sviluppo ed il futuro dello stabilimento deve essere costruito sul turismo e sui necessari servizi ad esso collegati.
Oggi l’itinerario sotterraneo turistico della miniera di Wieliczka riceve la visita di oltre 1 milione di persone all’anno.


Le grotte saline di Bex (ch)

La storia della Salina di Bex e delle sue Miniere di Sale è direttamente collegata alla grande scoperta di fonti salate nel cantone di Vaud, nel XV secolo. All’epoca il sale era una derrata alimentare preziosa e difficile da trasportare. La miniera di sale di Bex oggi è l’unica miniera di sale ancora in attività in Svizzera.
Una novità importantissima è l’ascensore per i visitatori con problemi motori.
Il museo e una presentazione audiovisiva allestita in un vecchio serbatoio scavato nel 1826, permettono di rivivere ogni tappa dei tre secoli di storia del sale e delle miniere. Inoltre un trenino (anche per disabili), conduce i visitatori proprio nel cuore dell’attuale area di estrazione. Da li, un percorso a piedi della durata di un’ora, consente al visitatore di comprendere profondamente l’enorme sforzo compiuto per ricercare fonti salate sotterranee o per dissalare in loco rocce contenenti questo sale, che all’epoca valeva oro.

Località:

Tra Montreux e Martigny.